Se l'Asia centrale è l'"Heartland" della dottrina geopolitica, cioè quella parte dell'Eurasia cruciale per il controllo del mondo, ci sono tre paesi che, più di tutti gli altri, si confrontano per mettervi le mani. Russia, Cina e Stati uniti sono impegnati in un competizione, che talvolta s'ammanta delle vesti di una collaborazione ambigua, come nel caso di Mosca e Pechino all'interno dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). Altre volte, invece, ha il suono delle bombe, come nel caso dell'occupazione americana in Afghanistan.
S'è concluso da poco il primo viaggio in Cina del nuovo presidente russo Dmitri Medvedev. L'inquilino del Cremlino ha incontrato Hu Jintao e molti commentatori internazionali hanno visto i risultati di quei colloqui come il rinsaldarsi di un asse Mosca-Pechino in chiave anti-americana. Certamente, la presa di posizione comune contro lo scudo antimissilistico americano può essere letta in questa cornice. E, tuttavia, non è possibile inquadrare i rapporti tra i due giganti asiatici come la rappresentazione di un'unità d'azione, perché non è tutto così semplice.
Certamente sia la Russia che la Cina sono alleate nell'impegno per contrastare l'attivismo statunitense nella regione degli ultimi anni. A partire dall'invasione dell'Afghanistan fino alle "rivoluzioni colorate" nel Caucaso, non si può dire che Washington sia stata a guardare. Molti analisti hanno visto questo attivismo (ivi compresa la guerra in Iraq) come un chiaro segnale che gli Usa intendono "accerchiare" la potenza in ascesa, cioè la Cina. Ma questa strategia si è rivolta contro lo stesso Occidente. L'instabilità che ha caratterizzato questo inizio di XXI secolo, infatti, s'è ripercossa anche sul prezzo delle materie prime, soprattutto dell'energia, andando a contribuire al rafforzamento della ricchezza dei paesi produttori, a partire dalla Russia, la quale è tornata a essere una grande potenza regionale - anche se non più globale - capace di essere competitiva con l'America.
La complementarità delle politiche strategiche di Russia e Cina, al momento, non sembra essere messa in discussione. Ma immaginare che Mosca non guardi con preoccupazione la grande ascesa di Pechino sarebbe essere ciechi. Pensiamo al caso della Sco. Nata nel 2001, raggruppa quattro paesi dell'Asia centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan) e potrebbe presto allargarsi a Iran, Mongolia, India e Pakistan, che hanno oggi lo status di osservatori. A partire da due anni fa, la Sco s'è segnalata per essere stata il raggruppamento regionale entro la cui cornice si sono tenute spettacolari esercitazioni militari con la presenza preponderante di forze armate russe e cinesi. Tanto che diversi osservatori hanno definito la Sco una specie di anti-Nato. Una definizione semplicistica in verità. Il grande motore che ha portato alla costituzione e rafforzamento del ruolo della Sco è stata la Cina. Mosca, dal canto suo, s'è accodata, anche perché preferisce come suo agente regionale l'Organizzazione per il trattato collettivo di sicurezza (Csto), altro raggruppamento regionale in cui però la Cina è assente. E, se Mosca è nella Sco, molto probabilmente, è più per controllare quel che fa la Cina, che per sostenerlo.
lunedì 26 maggio 2008
martedì 20 maggio 2008
Vuoi studiare Giapponese in Italia? Ecco dove

Sono diverse le scuole e gli istituti universitari in Italia
dove è possibile studiare la lingua
e la cultura giapponese, e non solo;
ecco i riferimenti principali:Corsi di laurea in Lingua e Letteratura Giapponese
IUO - Istituto Universitario Orientale, NapoliUniversità "Cà Foscari" di Venezia
Università degli Studi di Torino
Università degli Studi di Firenze
Università "La Sapienza" di Roma
Università di Bologna
Corsi di lingua giapponese
ISIAO - Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente (risultato dell'unione dell'Istituto Italo-Africano (IIA) e dell'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO), Roma, Milano, RavennaCESMEO - Istituto Internazionale di Studi Asiatici
Via Cavour, 17 - 10123 TorinoIstituto Giapponese di Cultura - Japan Foundation
Via A. Gramsci, 74 - 00197 - RomaAssociazione Italia-Giappone
Piazza Venezia 11 - 00187 Roma
CE.L.S.O. - Centro Ligure di Studi Orientali
Galleria Mazzini Giuseppe 7 - 16121 Genova
Centro Studi d'Arte Estremo-Orientale
Via Val d'Aposa, 5 - 40123 Bologna
Istituto Universitario "C. Cattaneo" di Castellanza (VA)
Università Commerciale "L. Bocconi" di Milano
Università degli Studi di Milano
Università degli Studi di Pavia
Universitò degli Studi di Bologna
Università degli Studi di Pisa
Università degli Studi di Siena
Università degli Studi di Urbino
Università degli Studi di Lecce
Università degli Studi di Sassari
"A. Manzoni" - Periti Aziendali e Corrispondenti in Lingue Estere
Via Marsala, 8 - 20121 Milano
"International School" - Liceo Linguistico
Via Mons. Tondelli, 2 - 42100 Reggio Emilia
ICHI BAN - Corsi di lingua giapponese
Via dell'Esquilino 38 - 00185 Roma
mercoledì 14 maggio 2008
Fumo: dal Giappone arrivano i distributori intelligenti
Non poteva che arrivare dal Giappone il distributore automatico intelligente - prodotto dalla Fujitaka Co. - che vende le sigarette solo ai maggiorenni riconoscendo l'età dell'aspirante acquirente dal suo volto - rughe intorno agli occhi, pelle, struttura ossea compresa - attraverso sofisticate tecnologie di riconoscimento facciale.
I distributori contengono una telecamera che - attraverso il confronto con altri 100.000 visi in memoria - ne stabilisce l'età con un'affidabilità al 90%; nel restante 10% dei casi, il distributore richiederà la patente di guida dell'acquirente, impedendo - così - ai giovani fumatori, di ricorrere ai distributori automatici per aggirare il divieto di fumo, che in Giappone è fissato ai minori di 20 anni.
I distributori contengono una telecamera che - attraverso il confronto con altri 100.000 visi in memoria - ne stabilisce l'età con un'affidabilità al 90%; nel restante 10% dei casi, il distributore richiederà la patente di guida dell'acquirente, impedendo - così - ai giovani fumatori, di ricorrere ai distributori automatici per aggirare il divieto di fumo, che in Giappone è fissato ai minori di 20 anni.
sabato 10 maggio 2008
Amélie Nothomb e il suo Giappone
Scrittrice dissacrante e ironica, con "Né di Eva né di Adamo" Amelie Nothomb ci regala ancora un testo ambientato nel suo Giappone, questa volta vissuto in età adulta, con la riscoperta della sua terra natia attraverso il legame che stringe con giovane giapponese.
Nata nel 1967 a Kobe, in Giappone, Amélie è figlia di un ex ambasciatore del Belgio a Roma; estremanete intelligente e precoce, a soli tre parla correntemente il giapponese. Il lavoro di suo padre le impine, o meglio, le permette, di vivere un'adolescenza itinerante che le ha fatto attraversare tutto l'Estremo Oriente. All'età di 17 anni, approdata per la prima volta in Europa, si iscrive al corso di Laurea in Filologia Romanza alla Université Libre di Bruxelles dove scopre la sua vocazione per la scrittura.
Il suo primo libro, Igiene dell'Assassino, divenne rivelazione dell'anno. Dal suo esordio ogni anno Amélie Nothomb pubblica un libro che riceve un successo crescente presso il pubblico.
Bibliografia:
- Igiene dell'assassino (Hygiène de l'assassin, romanzo, 1992)
- Sabotaggio d'amore (Le Sabotage amoureux, romanzo, 1993)
- Légende un peu chinoise, racconto, 1993
- Les Combustibles, teatro, 1994
- Le catilinarie (Les Catilinaires, romanzo, 1995)
- Péplum, romanzo, 1996
- Attentato (Attentat, romanzo, 1997)
- Mercurio (Mercure, romanzo, 1998)
- Stupore e tremori (Stupeur et tremblements, romanzo, 1999, Grand Prix du roman de l'Académie)
- Le Mystère par excellence, novella, 1999
- Metafisica dei tubi (Métaphysique des tubes, romanzo, 2000)
- Brillant comme une casserole, racconti, 2000
- Cosmetica del nemico (Cosmétique de l'ennemi, romanzo, 2001)
- Aspirine, novella, 2001
- Sans nom, novella, 2001
- Dizionario dei nomi propri (Robert des noms propres, romanzo, 2002)
- Antichrista (Antéchrista, romanzo, 2003)
- L'Entrée du Christ à Bruxelles, novella, 2004
- Biografia della fame (Biographie de la faim, romanzo, 2004)
- Acido solforico (Acide sulfurique, romanzo, 2005)
- Diario di rondine (Journal d'Hirondelle, romanzo, 2006)
- Né di Eva né di Adamo (Ni d'Ève ni d'Adam, romanzo, 2008)
venerdì 9 maggio 2008
Toyota; vendite record nel 2007, allarme per profitti 2008
La Toyota Motor Group ha annunciato di aver registrato nell'anno fiscale concluso il 31 marzo vendite regord, ma ha rivelato che il profitto operatico del 2008 potrebbe registrare una caduta del 29,5 per cento.
A pesare sulle vendite, soprattutto nel mercato statunitense (il principale per Toyota), è stata la corsa dello yen rispetto al dollaro e l'aumento dei prezzi delle materie prime. Se la previsione dovesse rivelarsi vera, sarebbe il primo calo per la principale casa automobilistica mondiale.
Nell'anno finanziario appena concluso, Toyota ha registrato vendite per 26.290 miliardi di yen, con un incremento del 9,8 per cento su base annua. Il profitto operativo è cresciuto dell'1,4 per cento a 2.270 miliardi di yen, mentre il profitto netto è stato di 1.720 miliardi di yen, con un aumento del 4,5 per cento.
Si tratta di un record assoluto per la casa automobilistica nipponica, che deve ringraziare la crescita sui mercati emergenti.
Per i dati completi, clicca qui.
A pesare sulle vendite, soprattutto nel mercato statunitense (il principale per Toyota), è stata la corsa dello yen rispetto al dollaro e l'aumento dei prezzi delle materie prime. Se la previsione dovesse rivelarsi vera, sarebbe il primo calo per la principale casa automobilistica mondiale.
Nell'anno finanziario appena concluso, Toyota ha registrato vendite per 26.290 miliardi di yen, con un incremento del 9,8 per cento su base annua. Il profitto operativo è cresciuto dell'1,4 per cento a 2.270 miliardi di yen, mentre il profitto netto è stato di 1.720 miliardi di yen, con un aumento del 4,5 per cento.
Si tratta di un record assoluto per la casa automobilistica nipponica, che deve ringraziare la crescita sui mercati emergenti.
Per i dati completi, clicca qui.
giovedì 8 maggio 2008
Hu in Giappone, schiarita in nome degli affari
All'insegna degli affari, Cina e Giappone cercano di superare anche gli storici rancori che accompagnano le due potenze asiatiche dalla fine della seconda guerra mondiale. Il presidente cinese Hu Jintao sta tenendo una visita di cinque giorni in Giappone. E, oggi, in in discorso all'Università Waseda di Tokyo, è tornato sull'invasione nipponica della Cina, affermando che "non ha causato tremende sofferenze solo ai cinesi, ma ha anche gravemente ferito il popolo giapponese".
E' un passaggio importante nei rapporti sino-nipponici. E' evidente che la nuova Cina rampante non ha alcun interesse a tenere basso il livello dei rapporti con Tokyo. "E' importante ricordare la storia, ma questo non vuol dire che dobbiamo mantenere rancori", ha spiegato il leader cinese.
Come spesso sta accadendo nelle ultime iniziative che vedono protagonista la Cina, la visita di Hu è accompagnata da proteste. All'esterno della Waseda, dimostranti pro-Tibet si sono confrontati con manifestanti filo-cinesi. I due gruppi non sono venuti a contatto grazie alal massiccia presenza della polizia.
E' un passaggio importante nei rapporti sino-nipponici. E' evidente che la nuova Cina rampante non ha alcun interesse a tenere basso il livello dei rapporti con Tokyo. "E' importante ricordare la storia, ma questo non vuol dire che dobbiamo mantenere rancori", ha spiegato il leader cinese.
Come spesso sta accadendo nelle ultime iniziative che vedono protagonista la Cina, la visita di Hu è accompagnata da proteste. All'esterno della Waseda, dimostranti pro-Tibet si sono confrontati con manifestanti filo-cinesi. I due gruppi non sono venuti a contatto grazie alal massiccia presenza della polizia.
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